Cieli filosofici
- Angela Catrani

- 25 giu
- Tempo di lettura: 2 min
In questi ultimi mesi sono usciti due albi illustrati che vedono protagonista Marianna Balducci, illustratrice e formatrice riminese.

Che cos'è il cielo, con il testo di Guia Risari, le fotografie di Fabio Gervasoni e le illustrazioni di Marianna Balducci, Camelozampa editore, è un albo costruito sulla base di alcune domande e altrettanto risposte della filosofa e scrittrice Guia Risari, milanese di nascita, ma torinese di adozione.
Guia Risari scrive delle domande e si dà delle risposte. E in mezzo, tra la domanda e la risposta, c'è uno spazio bianco, lo spazio dell'assurdo, del surreale, dell'abitare scomodi e del viaggiare liberi:
Che cos'è il cielo? È la coperta del sole e della luna.
Ecco che inizia così questo libro bellissimo, ironico, gioioso, a tratti sospeso nel sorriso e nella riflessione.
Le domande sono quelle che chiunque di noi che sia sopravvissuto a un bambino di 3 anni si è sentito rivolgere: "Come si fa a fare le strade belle dritte?", "Perché gli alberi fioriscono ogni primavera?", "Chi ha inventato la scuola" e ancora "Perché non abbiamo la coda?" e via andare.
Ma le risposte, oh le risposte sono esattamente quelle che potrebbe dire un bambino di 3 anni se lasciato libero di esprimersi!
"Non ce l'abbiamo?", "Qualcuno che voleva sapere tutto", "Perché sono degli incrollabili ottimisti" e ancora "Con un lunghissimo righello".

La filosofia si nutre di domande e la creatività... pure.
Nella filosofia ebraica, fare domande era considerato l'unico modo per scoprire il mondo, e Dio.
In tutta questa bellezza, questa ironia, questa sublime indifferenza per il senso logico noioso, ecco che si innestano le immagini di Marianna Balducci, sulla base dell'immenso archivio fotografico di Fabio Gervasoni, fotografo rimanese.
Marianna legge il dialogo e la sua mente produce significato: la sua è la terza voce, quella del visivo, che deve far coesistere la domanda seria e la risposta assurda, e in più la sua risposta, che spesso gioca anch'essa con l'ironia e il surreale, come la follia di un gallo in motocicletta.


In L'ora blu, Marianna Balducci scrive i testi e fa le illustrazioni, Fabio Gervasoni fotografa e Sabir pubblica.
Io me le immagino, queste due persone, lui alto alto, lei piccola e rossa di capelli, che girano per Rimini alla ricerca dell'inquadratura perfetta e del blu perfetto.
L'ora blu è un omaggio a Rimini, a Fellini, al fantastico, a tutto ciò che è possibile e impossibile. Fellini aveva bisogno della nebbia, Marianna e Fabio sono sospesi nell'ora che non esiste, dove il cielo e il mare si fondono.
In questa ora, Artemisia, gatta nera sorniona, si perde e tocca proprio a loro due cercarla. Inizia un viaggio nella bella città di Rimini, in cui grandi animali prendono vita giocando con la gattina Artemisia. È un cerca-trova dove la fantasia galoppa come i cervi volanti, dove tutto può succedere, nulla esiste davvero.
È finito il pomeriggio. Si rincara nelle case. Non è giorno e non è notte. È scoccata l'ora blu... ... e Artemisia è sparita



Chi si perde spesso non ha bisogno di farsi trovare, oppure torna cambiato: ed ecco che una gattina che si tuffa nel mare, in quell'acqua senza una forma, trova una sua dimensione fantastica e speciale.




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